Nella primavera del 2003 un gruppo di agricoltori giapponesi viene in visita ‘studio’ al Cornale; alla fine della giornata, come ringraziamento, lasciano dei doni: cibi e una presentazione dell’organizzazione di cui fanno parte, Radish-boya, di Tokio.
Leggiamo sulla presentazione: un gruppo di agricoltori dalle campagne intorno a Tokyo verso la fine degli anni '80 ha iniziato a rifornire direttamente alcune famiglie della capitale.
Ci colpisce la formula che hanno adottato: sono gli agricoltori che, volta per volta, decidono cosa è meglio consegnare e scelgono così i prodotti in base ad una rigorosa stagionalità e alle produzioni del territorio, garantendo un’estrema freschezza e salubrità.
È una formula basata sulla fiducia: fiducia delle famiglie nel buon senso e nella sapienza degli agricoltori, e fiducia degli agricoltori verso le famiglie, perché è la costanza di acquisto che garantisce un mercato per piccole produzioni di qualità.
Da quel primo patto nasce un’organizzazione che arriva ad avere più di 350 agricoltori associati e di 80.000 famiglie servite.
Oggi in Giappone le organizzazioni di questo tipo sono molto diffuse e nel frattempo, società, cooperative, consorzi simili sono sorti negli Usa, in Canada e nel nord Europa.
Tutte queste organizzazioni condividono alcuni punti fondamentali:
In Italia le prime esperienze strutturate in questo modo risalgono a Cornale in Piemonte e a Biokistl in Trentino.
Su Roma, quattro anni fa, è nato Officinae-bio con l’iniziativa del Cassettone e da aprile 2008 c’è Zolle.