Zolle

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Un caffè diverso

Per chi riceve le Zolle a casa c’è una buona notizia: nel Mercato Libero arriva il caffè
Non uno tra i tanti. Anzi, piuttosto diverso.

Ti racconto perché lo abbiamo scelto.

caffe_Trinci_Zolle
La lavorazione è artigianale, le bacche, che provengono da coltivazioni Fair Trade, vengono tostate ancora verdi e in piccole quantità in stufe alimentate da legno di Robinia Pseudoacacia. La Robinia cuoce il caffè lentamente e con dolcezza.

Andrea Trinci, della Torrefazione Trinci, nella sua bottega a Buti vicino Siena, lavora il caffè con perizia e attenzione controllando ogni passaggio di produzione. Ma non è di sola perizia tecnica che stiamo parlando, Andrea sente il caffè, ne controlla la tostatura valutando i profumi che sprigionano i chicchi, regola la fiamma nelle stufe, ascolta il suono del caffè tostato mentre si raffredda. E’ questa sensibilità per la materia da lavorare, propria del bravo artigiano, che rende diverso il suo caffè.

Forse, anche tu ti sei chiesto come nacquè l’idea di tostare i chicchi, macinarli per creare la polvere di caffè e poi preparare la bevanda che in tanti amiamo.

Quella che segue è una possibilità:

Molti molti anni fa un pastore etiope se ne stava con il suo gregge al pascolo.
Gli animali brucavano felici erbette e cespugli, alcuni masticando alcune bacche divenivano più euforici e attivi. “Forse son le bacche che hanno questo effetto” si disse il pastore e, spinto dalla curiosità, le volle assaggiare. In effetti, subito dopo averle mangiate, il pastore si sentì rinvigorito. Allora, ne raccolse una manciata e decise di portarle da un monaco per chiedere consiglio. Il monaco non appena ebbe ascoltato il racconto decretò: “sono malvagie” e le gettò nel fuoco. Dalle fiamme presto si spigionò un buonissimo profumo. Niente di malvagio poteva avere quell’aroma. Allora il monaco recuperò le bacche, le sbriciolò e sciolse la polvere nell’acqua calda. Ed è così che nacque l’usanza di bere il caffè.

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