come scegliamo le aziende


Zolle intrattiene con le aziende agricole con cui lavora un rapporto diretto, costituito da un patto di reciproca fiducia con il titolare dell’azienda e la sua famiglia.

Parte costitutiva di tale patto sono le periodiche visite in azienda da parte di Zolle per meglio conoscere, oltre alla qualità organolettica dei prodotti, tutte le fasi del processo produttivo ed eventuali modifiche che avvengano nel tempo.

Zolle lavora con aziende agricole a dimensione familiare che per storia, condizioni ambientali e tradizione sono elemento centrale di quella che chiamiamo agricoltura locale.

Queste aziende praticano le seguenti tecniche di coltivazione e/o di allevamento:

  • agricoltura biologica

Il termine “agricoltura biologica” indica un metodo di coltivazione e di allevamento che ammette solo l’impiego di sostanze presenti in natura, escludendo l’utilizzo di sostanze di sintesi chimica (concimi, diserbanti, insetticidi).

  • agricoltura senza l’uso di sostanze chimiche di sintesi

Vi sono aziende agricole che decidono di non chiedere la certificazione biologica malgrado non facciano uso di sostanze chimiche di sintesi e in esse si pratichi la rotazione delle colture. Tali aziende il più delle volte attestano tramite un’autodichiarazione le proprie modalità produttive. Tale tipo di attestazione è a nostro parere efficace tutte le volte in cui vi sia vendita diretta o comunque vendita all’interno di un mercato locale tale per cui l’acquirente è in grado di verificare quanto dichiarato dall’azienda.

  • agricoltura biodinamica

I fondamenti dell’agricoltura biodinamica sono stati formulati dal filosofo austriaco Rudolf Steiner negli anni venti. Steiner diede indicazioni su come migliorare e conservare la fertilità del terreno, per ottenere “prodotti di alta qualità”.

  • agricoltura da lotta integrata

una pratica di difesa delle colture che prevede l’utilizzo di insetti utili per combattere quelli dannosi (lotta biologica), la lotta agli insetti dannosi tramite la confusione sessuale, la rotazione colturale, una drastica riduzione sia dell’utilizzo dei fitofarmaci sia della loro tossicità.