Zolle

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Le Zolle e la neve

Sembrava che la Primavera avesse fretta di arrivare. Le temperature erano al di sopra della media e le piante avevano iniziato a risvegliarsi. Boccioli e fiori ovunque e le mimose in fiore già da gennaio.

Poi il gelo e la neve.

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Ieri la neve è caduta su quasi tutte le aziende con cui collaboriamo. Dal litorale romano fino a Viterbo tutto bianco, dappertutto.
Unica eccezione: le aziende di Andrea e Massimiliano Favaro che si trovano a Sermoneta. “Stiamo raccogliendo tutto quello che possiamo, al freddo e sotto la pioggia, ci sono due gradi. Le temperature scenderanno ancora e dobbiamo sbrigarci. Se ghiaccia perderemo gran parte del raccolto.” Ci ha raccontato ieri Andrea Favaro. Non nevica, ma le montagne intorno e Sermoneta sono tutte bianche. “Vivo qui da sempre e non ho mai visto la neve a Sermoneta” continua Andrea.

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Diversa la situazione nell’azienda agricola BioCaramadre, sulla quale la neve è caduta abbondantemente.
I danni sono enormi. Le verdure in campo aperto sono sotto una coperta di neve e ghiaccio, le piantine più piccole che aspettavano di essere trapiantate sono state bruciate dal freddo e anche le serre (non riscaldate) sono coperte di neve. I teloni gocciano acqua gelida e in alcuni punti non hanno retto il peso della neve.

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La situazione più difficile è quella di Marco dell’azienda agricola Pulicaro. Sulla sua azienda che si trova a Torre Alfina, in provincia di Viterbo si è abbattuta una specie di bufera: vento forte, neve, gelo e da questa mattina niente acqua potabile. Gli animali sono in grande sofferenza: polli e tacchini sono al freddo e stanno bevendo neve… Marco è estremamente preoccupato.

Tanta neve anche sulle Fattorie Faraoni, Cupidi e Lucciano, ma qui, se il freddo non persiste a lungo, problemi non dovrebbero esserci.

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In altre parole, a patto che le condizioni meteo non peggiorino e che le strade siano percorribili, non dovrebbero esserci problemi per quanto riguarda le carni bovine, le uova e i formaggi. Mentre scriviamo questo post uno dei nostri furgoncini diretto a recuperare i prodotti dell’azienda Filogea (vicino a Viterbo) è rimasto impantanato nella neve. Per fortuna la situazione si è risolta in alcune ore senza troppe conseguenze, se non un ritardo che si ripercuoterà a catena sul nostro sistema di confezionamento delle Zolle e sulle consegne.

 

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Avremo, invece, grandi difficoltà, almeno per questa settimana, per le carni di pollo e tacchino e per le verdure. Per la frutta possiamo contare su arance, mandarini, clementine che arrivano dalla Sicilia e sui kiwi del Lazio. Dovremo, invece, salutare le mele. A causa delle gelate dello scorso anno e della lunga siccità il raccolto è stato scarso.
Michael di Fontecornino, con cui collaboriamo da diversi anni, ha perso quasi l’80% della produzione e, per questo, non riusciremo ad arrivare fino a primavera mangiando mele.

Tutta questa situazione ha, come è ovvio, ripercussioni sui prezzi. Già oggi, il centro agroalimentare di Roma[1] parla di rincari nel prezzo di frutta e verdura del 25-30%. E anche le aziende con cui collaboriamo, che hanno perso gran parte dei loro raccolti, dovranno per forza aumentare il prezzo delle loro “verdure superstiti”.

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Ciò nonostante, per il momento, il prezzo delle Zolle non subirà alcuna modifica e ci faremo carico noi della situazione di emergenza. Saremo però costretti a modificare la struttura delle Zolle non garantendo la consueta variabilità della spesa.

 

[1] Il Centro Agroalimentare Roma è una delle più importanti strutture europee per la commercializzazione dei prodotti ortofrutticoli ed ittici.

Frutta e verdura Prezzi alle stelle per il gran gelo, rincari del 25%

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